{"id":419,"date":"2021-05-11T14:42:11","date_gmt":"2021-05-11T14:42:11","guid":{"rendered":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/?p=419"},"modified":"2021-05-11T14:42:11","modified_gmt":"2021-05-11T14:42:11","slug":"quanto-e-green-la-tua-citta-un-indicatore-per-misurarlo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/quanto-e-green-la-tua-citta-un-indicatore-per-misurarlo\/","title":{"rendered":"Quanto \u00e8 green la tua citt\u00e0? Un indicatore per misurarlo"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong><a href=\"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/cathedral-6147082_1920-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-422\" src=\"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/cathedral-6147082_1920-1-1024x683.jpg\" alt=\"cathedral-6147082_1920 (1)\" width=\"1000\" height=\"667\" srcset=\"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/cathedral-6147082_1920-1-1024x683.jpg 1024w, http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/cathedral-6147082_1920-1-300x200.jpg 300w, http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/cathedral-6147082_1920-1-450x300.jpg 450w, http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/cathedral-6147082_1920-1.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a>Oltre ad avere un\u2019aria pi\u00f9 pulita, le citt\u00e0 verdi devono stimolare anche \u201ccomportamenti verdi<\/strong>\u201d<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">(<em>di Francesco Ferrini ordinario di Arboricoltura all\u2019Universit\u00e0 di Firenze<\/em>)<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pi\u00f9 di cento anni fa Patrick Geddes, biologo, sociologo e urbanista scozzese, afferm\u00f2 che \u201cLa citt\u00e0 non \u00e8 un luogo nello spazio ma un dramma del tempo\u201d (Cities in evolution, 1915). Ai nostri giorni il suo ammonimento sembra purtroppo caduto nel vuoto tanto che dalle megalopoli siamo passati addirittura alla costruzione di mega regioni o super citt\u00e0, e ora molti si chiedono se, dopo la pandemia da coronavirus, la qualit\u00e0 di vita nelle citt\u00e0 non subir\u00e0 un ulteriore peggioramento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alcuni per\u00f2, in controtendenza, sostengono che gli agglomerati urbani offriranno migliori condizioni, una volta che tutto questo stravolgimento delle nostre esistenze sar\u00e0 finito. Per esempio alcuni Stati, come l\u2019Irlanda, stanno cercando di incentivare lo smart working anche per rivitalizzare i piccoli centri distanti dalle grandi citt\u00e0 allo scopo di decongestionarle e limitare gli spostamenti che, ricordiamo, sono la maggior fonte (almeno nei centri abitati) di emissioni di CO2. E per una volta tutti sono finalmente concordi sul fatto che oggi abbiamo bisogno di vere citt\u00e0 \u201cverdi\u201d. Era ora. Ma cosa \u00e8 una citt\u00e0 \u201cverde\u201d?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La domanda, apparentemente banale, non ha in realt\u00e0 una risposta scontata: Edo Ronchi, su questa testata, defin\u00ec nel 2018 la green city come \u201cun modello di citt\u00e0 &#8211; sperimentato e affermato a livello europeo e internazionale &#8211; che punta sulla elevata qualit\u00e0 ambientale in tutti i suoi principali aspetti, decisivi anche per la qualit\u00e0 dell\u2019aria, non come obiettivi isolati e circoscritti, ma come parti di un ampio disegno di rigenerazione e riqualificazione urbana, con attenzione anche alle implicazioni economiche, occupazionali e sociali\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una definizione sicuramente corretta, ma io ritengo che alcuni termini debbano essere meglio definiti: la prima considerazione da fare \u00e8 che ormai il termine \u201ccitt\u00e0\u201d generalmente si riferisce a un\u2019area metropolitana molto ampia. Ad esempio, \u201cMilano\u201d rappresenta la grande area metropolitana che circonda la citt\u00e0, non solo quella compresa nei confini comunali. Lo stesso vale per altri grandi agglomerati nelle diverse parti del mondo, come Chicago, Londra, Tokyo, San Paolo, ecc. Un\u2019area metropolitana \u00e8 infatti costituita da una zona centrale contenente un consistente nucleo di popolazione e dalle comunit\u00e0 adiacenti che hanno un elevato grado di integrazione economica e sociale con quel nucleo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Concentrarsi dunque sulle \u201caree metropolitane\u201d ha oggi molto pi\u00f9 senso perch\u00e9 la maggioranza delle persone e dei posti di lavoro si trova l\u00ec (oltre il 50% a livello mondiale, 70% in Europa), fuori dal \u201ccentro\u201d. Definire e costruire una metropoli \u201cverde\u201d diventa allora un compito molto impegnativo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Oltre ad avere un\u2019aria pi\u00f9 pulita, le citt\u00e0 verdi devono stimolare anche \u201ccomportamenti verdi\u201d come, ad esempio, l\u2019uso del trasporto pubblico, e il loro impatto ambientale sar\u00e0 relativamente basso, fino, in alcuni casi, ad arrivare vicino allo zero.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma pu\u00f2 questa definizione di citt\u00e0 verde tradursi in indicatori oggettivi della qualit\u00e0 dell\u2019ambiente urbano? A questo proposito esistono diversi metodi di valutazione. Partiamo dal punto di vista degli ecologisti che sottolineano con forza l\u2019importanza delle dimensioni dell\u2019impronta ecologica di una citt\u00e0: questo approccio si concentra su quanto le persone consumano e quanta anidride carbonica viene prodotta. Gli esperti di salute pubblica invece si concentrano sulle conseguenze per la salute derivanti dall\u2019esposizione agli inquinanti dell\u2019aria, dell\u2019acqua, e di altri fattori ambientali che favoriscono l\u2019insorgenza di patologie. Sulla base di questo approccio, una citt\u00e0 \u00e8 considerata verde se l\u2019incidenza di malattie legate a problematiche ambientali \u00e8 relativamente bassa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infine, molti economisti valutano l\u2019ambiente urbano esaminando le differenze di prezzi degli immobili nelle diverse citt\u00e0 con diverso grado di \u201cverde\u201d, partendo dall\u2019ipotesi che il prezzo degli immobili risenta della presenza o meno di un determinato bene ambientale. In base a questo principio se i prezzi delle case sono molto pi\u00f9 alti nella citt\u00e0 X (verde) rispetto a Y (grigia), questo suggerisce che la gente preferisce vivere a X, e lo fa, almeno in parte, per la sua qualit\u00e0 ambientale superiore.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ogni diverso approccio valutativo ha i suoi vantaggi e svantaggi, e pu\u00f2 portare a conclusioni assai differenti circa la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente urbano. Ad esempio, alcune citt\u00e0 vantano bassi livelli di inquinamento locale e un\u2019alta qualit\u00e0 della vita, ma generano livelli relativamente elevati di gas serra. Sono dunque lo stesso \u201ccitt\u00e0 verdi\u201d? La risposta a questa domanda dipende da quale priorit\u00e0 si d\u00e0 alle sfide urbane locali, (leggi \u201csmog\u201d), rispetto alle sfide globali a lungo termine, (leggi \u201ccambiamenti climatici\u201d). Questo impasse pu\u00f2 essere affrontato proponendo la combinazione di indicatori diversi per creare una valutazione omogenea delle varie \u201ccitt\u00e0 verdi\u201d del pianeta; anche se al momento mancano i dati necessari per la costruzione definitiva di un tale indice valutativo, intanto porsi queste domande aiuta a chiarirci le idee, su quel che intendiamo quando diciamo che una citt\u00e0 \u00e8 \u201cverde\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La mia personale opinione \u00e8 che una citt\u00e0 verde dovrebbe segnare un punteggio elevato a livello sia locale che globale. E che, oltre a godere dei benefici di aria pulita e acqua, gli abitanti di un agglomerato urbano dovrebbero sempre evitare di far pagare l\u2019inquinamento legato alle merci e ai servizi utilizzati alle persone che vivono oltre i confini della citt\u00e0. Per correggere il danno ecologico causato dalla odierna citt\u00e0 \u201cgrigia\u201d, dobbiamo imparare a pensare \u201cecologicamente\u201d. Dobbiamo pensare e progettare le citt\u00e0 come dei sistemi viventi che consumano, si trasformano e rilasciano materiali ed energia; si sviluppano e si adattano; interagiscono con gli esseri viventi e con altri ecosistemi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le citt\u00e0 dunque devono essere gestite e protette come qualsiasi altro ecosistema. Attraverso il ripensamento della progettazione urbana, dell\u2019architettura e della pianificazione dei trasporti, possiamo trasformare le nostre citt\u00e0 e i paesaggi urbani in \u201cecosistemi urbani\u201d, in prima linea nella mitigazione dei cambiamenti climatici e nell\u2019adattamento agli stessi. Si creano cos\u00ec anche nuove opportunit\u00e0 di lavoro, potenziando il mercato per le nuove tecnologie e l\u2019architettura del paesaggio: una citt\u00e0 \u00e8, quindi, un ecosistema umano in un paesaggio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quello che \u00e8 certo \u00e8 che la \u201ccitt\u00e0 verde\u201d non pu\u00f2 rimanere solo un insieme di idee astratte, portatili, stereotipate. La citt\u00e0 verde si trova in un luogo particolare, che costituisce il territorio di attivit\u00e0 della nostra vita; la sua topografia e le caratteristiche naturali formano potenti contenitori percettivi per la nostra presa di coscienza. #laTerrasalvatadaglialberi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre ad avere un\u2019aria pi\u00f9 pulita, le citt\u00e0 verdi devono stimolare anche \u201ccomportamenti verdi\u201d (di Francesco Ferrini ordinario di Arboricoltura all\u2019Universit\u00e0 di Firenze) Pi\u00f9 di cento anni fa Patrick Geddes, biologo, sociologo e urbanista scozzese, afferm\u00f2 che \u201cLa citt\u00e0 non \u00e8 un luogo nello spazio ma un dramma del tempo\u201d (Cities in evolution, 1915). 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