{"id":357,"date":"2020-10-05T07:55:10","date_gmt":"2020-10-05T07:55:10","guid":{"rendered":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/?p=357"},"modified":"2020-10-05T07:55:10","modified_gmt":"2020-10-05T07:55:10","slug":"caldo-estivo-in-citta-pochi-alberi-e-consumo-di-suolo-snpa-02102020","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/caldo-estivo-in-citta-pochi-alberi-e-consumo-di-suolo-snpa-02102020\/","title":{"rendered":"Caldo estivo in citt\u00e0: pochi alberi e consumo di suolo &#8211; SNPA &#8211; 02\/10\/2020"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019intensit\u00e0 delle isole di calore estive \u00e8 particolarmente elevata nelle citt\u00e0 metropolitane dell\u2019entroterra e cresce con l\u2019aumentare, nel nucleo centrale della citt\u00e0, dell\u2019estensione delle superfici con ridotta copertura arborea e forte impermeabilizzazione. Lo rivela uno studio coordinato dal Cnr-Ibe, svolto in collaborazione con Ispra.<\/p>\n<p>Oltre la met\u00e0 della popolazione mondiale vive oggi nelle citt\u00e0, ed \u00e8 per questo motivo che viene dedicata sempre maggiore attenzione agli studi che indagano la vivibilit\u00e0 degli ambienti urbani. In Italia le persone che vivono in citt\u00e0 sono 42 milioni, circa il 70%. L\u2019ecosistema urbano si caratterizza per due elementi fondamentali: le superfici vegetate e quelle impermeabili (consumo di suolo). Il giusto compromesso tra la quantit\u00e0 di questi due elementi influenza la composizione del paesaggio urbano, modificando anche il microclima e favorendo un fenomeno tipicamente urbano noto come \u201cisola di calore urbana\u201d. Con questa definizione si intendono le zone centrali delle citt\u00e0 sensibilmente pi\u00f9 calde delle aree limitrofe o rurali.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-69206 jetpack-lazy-image jetpack-lazy-image--handled td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.snpambiente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Figura_Comunicato.jpg?w=696&amp;ssl=1\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.snpambiente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Figura_Comunicato.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i2.wp.com\/www.snpambiente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Figura_Comunicato.jpg?resize=300%2C160&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i2.wp.com\/www.snpambiente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Figura_Comunicato.jpg?resize=200%2C106&amp;ssl=1 200w\" alt=\"\" data-attachment-id=\"69206\" data-permalink=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/2020\/10\/02\/caldo-estivo-in-citta-pochi-alberi-e-consumo-di-suolo\/figura_comunicato\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.snpambiente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Figura_Comunicato.jpg?fit=500%2C266&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"500,266\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Figura_Comunicato\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.snpambiente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Figura_Comunicato.jpg?fit=300%2C160&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.snpambiente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Figura_Comunicato.jpg?fit=500%2C266&amp;ssl=1\" data-recalc-dims=\"1\" data-lazy-loaded=\"1\" \/><figcaption> le 10 citt\u00e0 metropolitane studiate (Fig. a dx) e un esempio di isola di calore estiva relativa alla citt\u00e0 metropolitana di Torino (Fig. in alto a sx) con la densit\u00e0 di consumo di suolo (mappa in basso a sx con gradazioni di grigio) e copertura arborea (mappa in basso a dx con gradazioni di verde) utilizzate per lo sviluppo dell\u2019indicatore \u201cUrban Surface Landscape Layer\u201d.<\/figcaption><\/figure>\n<p>I ricercatori dell\u2019Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze (Cnr-Ibe), in collaborazione con i ricercatori dell\u2019Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), hanno condotto uno studio sull\u2019influenza della copertura arborea e del consumo di suolo sulle temperature superficiali urbane, pubblicato recentemente su\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0048969720358630\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Science of the Total Environment<\/a><\/em>.<\/p>\n<p>\u201cLo studio \u00e8 stato condotto sul periodo diurno estivo, analizzando per la prima volta l\u2019influenza della copertura arborea e del consumo di suolo nel favorire l\u2019isola di calore urbana superficiale nelle 10 citt\u00e0 metropolitane dell\u2019Italia peninsulare\u201d, spiega Marco Morabito del Cnr-Ibe e coordinatore del lavoro. La ricerca ha preso in considerazione la citt\u00e0 composta dal suo nucleo metropolitano, rappresentato dal comune principale, dai comuni confinanti e da quelli periferici; sono stati esaminati inoltre la quota, la distanza dal mare e la dimensione della citt\u00e0. \u201cSono stati utilizzati dati satellitari di temperatura superficiale, riferiti al periodo diurno estivo dal 2016 al 2018, mentre utilizzando i dati ad alta risoluzione sviluppati da Ispra \u00e8 stato possibile comprendere l\u2019influenza del consumo di suolo e della copertura arborea\u201d, aggiunge Michele Munaf\u00f2 dell\u2019Ispra.<\/p>\n<p>Dall\u2019integrazione di queste informazioni, i ricercatori hanno prodotto cos\u00ec un nuovo strumento informativo chiamato \u201cUrban Surface Landscape layer\u201d, ossia un indicatore di copertura superficiale del paesaggio urbano capace di rappresentare le zone delle citt\u00e0 caratterizzate da differenti combinazioni di densit\u00e0 di consumo di suolo e copertura arborea, e in grado di individuare aree critiche urbane, con elevate temperature superficiali, che necessitano di azioni di mitigazione e in particolare di una intensificazione della copertura arborea. \u201cLo studio dimostra che l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019isola di calore urbana superficiale aumenta soprattutto all\u2019aumentare dell\u2019estensione delle aree con bassa densit\u00e0 di copertura arborea nel nucleo metropolitano, oppure intensificando la copertura artificiale dovuta a edifici e infrastrutture\u201d, conclude Morabito. \u201cLe isole di calore pi\u00f9 intense sono state osservate nelle citt\u00e0 dell\u2019entroterra e di maggiori dimensioni: a Torino, un aumento del 10% nel nucleo centrale di aree con elevato consumo di suolo e bassa copertura arborea \u00e8 associato a un aumento dell\u2019intensit\u00e0 dell\u2019isola di calore media estiva di 4 \u00b0C. In generale quanto pi\u00f9 grandi e compatte sono le citt\u00e0, tanto maggiore \u00e8 l\u2019intensit\u00e0 del fenomeno isola di calore. Quest\u2019ultimo, invece, \u00e8 risultato spesso meno intenso e poco evidente nelle citt\u00e0 costiere a causa soprattutto dell\u2019effetto mitigante del mare\u201d.<\/p>\n<h3>Consumo di suolo<\/h3>\n<p>Ispra ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/2020\/07\/22\/consumo-di-suolo-2020-persi-altri-57-km2-di-territorio-nazionale-al-ritmo-confermato-di-2-m2-al-secondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">presentato nel luglio scorso<\/a>\u00a0il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/2020\/07\/22\/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2020\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rapporto sul consumo di suolo nel 2019<\/a>\u00a0ed il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/2020\/07\/28\/il-portale-del-consumo-di-suolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">portale del consumo di suolo<\/a><strong>\u00a0<\/strong>che contiene dati, cartografie, indicatori a scala nazionale, regionale e per singolo comune riferiti al periodo di osservazione 2012-2019.<\/p>\n<p>L\u2019aumento del consumo di suolo non va di pari passo con la crescita demografica e in Italia cresce pi\u00f9 il cemento che la popolazione: nel 2019 nascono 420 mila bambini e il suolo ormai sigillato avanza di altri 57 km<sup>2<\/sup>\u00a0(57 milioni di metri quadrati) al ritmo, confermato, di 2 metri quadrati al secondo. \u00c8 come se ogni nuovo nato italiano portasse nella culla ben 135 mq di cemento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019intensit\u00e0 delle isole di calore estive \u00e8 particolarmente elevata nelle citt\u00e0 metropolitane dell\u2019entroterra e cresce con l\u2019aumentare, nel nucleo centrale della citt\u00e0, dell\u2019estensione delle superfici con ridotta copertura arborea e forte impermeabilizzazione. 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