{"id":323,"date":"2016-12-29T17:14:34","date_gmt":"2016-12-29T17:14:34","guid":{"rendered":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/?p=323"},"modified":"2016-12-29T17:14:34","modified_gmt":"2016-12-29T17:14:34","slug":"verde-e-giardini-nelle-citta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/verde-e-giardini-nelle-citta\/","title":{"rendered":"Verde e giardini nelle citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Da Georgofili info del 07 dicembre 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Verde e giardini nelle citt\u00e0<\/strong><br \/>\ndi Elisabetta Norci<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 di maggiori spazi verdi e giardini nelle citt\u00e0 e nei centri storici \u00e8 argomento di dibattito culturale ormai da molti anni, con una consapevolezza e sensibilit\u00e0 crescenti rispetto alla necessit\u00e0 di rapporto con la natura, di un rapporto pi\u00f9 armonico, equilibrato, rispettoso.<br \/>\nL&#8217;uomo da sempre \u00e8 un costruttore, trasforma per realizzare luoghi nella natura in cui abitare, manipola la natura per darle ordine e simmetria. Costruire un luogo da abitare non \u00e8 una semplice occupazione di spazio, significa affermare la propria presenza in un luogo. Presenza e dimora sono legate da parole ambivalenti in greco: ethos con la eta \u00e8 dimora, natura, indole, con la epsilon \u00e8 costume, consuetudine, dimora e comportamento. L&#8217;uomo abita in un luogo che ha trasformato e trasforma secondo i propri costumi, il che non significa soltanto che occupa quello spazio ma che in quello spazio esercita le sue attivit\u00e0 di trasformatore. A tal proposito giova ricordare che Ktizein in greco significa costruire ma anche coltivare, quindi l\u2019uomo nelle sue attivit\u00e0 di trasformazione, grazie al suo ingenium, crea paesaggi.<br \/>\nL&#8217;uomo \u00e8 da sempre un costruttore di case, di villaggi, di citt\u00e0, perch\u00e9 non riuscendo a vivere in ambienti naturali li trasforma in modo da renderli idonei alla sua vita, superando con il suo ingenium la propria incapacit\u00e0. Quindi la condizione della sua esistenza \u00e8 la trasformazione del mondo con la cultura.<br \/>\nL\u2019 uomo abitante (abitare deriva da <em>habere<\/em> possedere) possiede lo spazio in cui vive perch\u00e9 da esso trae le risorse per vivere. Essere abitante significa non essere errante (errare = vivere nell\u2019errore). La conquista degli spazi da coltivare \u00a0\u00e8 un\u2019operazione di umanizzazione della natura, con cui si delimita lo spazio di vita (terroir).<br \/>\nL&#8217;uomo \u00e8 un costruttore di citt\u00e0 che ordina e organizza in comunit\u00e0. Come dice Platone, la molteplicit\u00e0 dei bisogni porta ad abitare insieme, e alla casa in cui vivono pi\u00f9 famiglie viene dato il nome di polis, quindi di una casa comune, che implica un etos. Come dice Aristotele, la citt\u00e0 nasce per rimediare alla debolezza dei singoli nuclei familiari. La vita \u00e8 una continua attivit\u00e0 che forma e caratterizza l&#8217;etos costruendo una abitazione, un habitus, la citt\u00e0. La citt\u00e0 \u00e8 l&#8217;opera in continuo movimento di una intera comunit\u00e0, da una identit\u00e0 di diversi, resa omogenea da un etos\u00a0comune (civilt\u00e0). Una civilt\u00e0 \u00e8 unita da un etos e da nomoi (leggi) che tutelano gli interessi di ciascuno e quindi di tutti. Nomoi significa pascoli, che sono stati il primo tema su cui le prime civilt\u00e0 si sono date delle regole, delle leggi, quindi nomoi ha poi assunto il significato di legge.<br \/>\nL&#8217;uomo abita la citt\u00e0 nel senso che costruisce e coltiva la citt\u00e0 (<em>ktizein<\/em>) che \u00e8, quindi, \u00a0per definizione, fatta di edifici e di spazi coltivati. L&#8217;orto e il giardino sono gli spazi in cui si dialoga con la natura, si addomestica, si impara a barare con essa (si mettono in serra le piante per simulare una diversa stagione oppure si coprono per \u201cilluderle\u201d che sia notte, incidendo sul fotoperiodo, per farle fiorire quando si vuole). Le citt\u00e0 antiche (quelle che oggi sono i centri storici) sono nate e si sono sviluppate secondo un etos comune. L&#8217;uomo trasforma un luogo, la natura, in unit\u00e0 umana, in una civilt\u00e0. E come dice Pierre Grimal non \u00e8 esistita civilt\u00e0 che non abbia sentito il bisogno di avere dei giardini. I giardini diventano quindi espressione di una civilt\u00e0 ed il primo modo per avere un giardino \u00e8 farsi amica la natura, quindi il giardino, sin dal suo inizio, \u00e8 intriso di religione. E tuttavia i giardini fanno argine alla vera natura. L&#8217;uomo modella i suoi paesaggi prendendo spunto dalla natura ed \u00e8 condizionato dalla natura dei luoghi che lo circondano; il rapporto tra uomo e luogo \u00e8 forte, etico. Il paesaggio \u00e8 una sorta di contenitore culturale in cui il giardino riveste il ruolo di immagine della natura, di una natura domata, sicura. L\u2019uomo di oggi si \u00e8 separato dalla natura ma la cerca, condizionato dalla perdita, come una compensazione. I giardini, intendendo con essi, gli spazi verdi in senso lato, rispondono al nostro bisogno di rapporto con la natura, risvegliano in noi le esigenze pi\u00f9 naturali ed insite nel nostro essere. Quando siamo in un ambiente verde respiriamo e prendiamo coscienza di questa funzione, ancorch\u00e9 naturale e \u2026 vitale! I giardini ci aiutano a risvegliare i ritmi naturali della vita: primavera, inverno, caldo, freddo, e ci mettono alla prova, noi che ormai viviamo in ambienti artificiali&#8230;una pianta fiorita ci ricorda l\u2019estate, un profumo risveglia un ricordo sopito&#8230;<br \/>\nIl bisogno di natura lo sentiamo in modo sempre pi\u00f9 forte con l\u2019arrivo della primavera, tant&#8217;\u00e8 che gi\u00e0 a febbraio qualunque supermercato e negozio, anche di ferramenta, espone piante in vaso, rosai che promettono di diventare giganti, piantine microscopiche che si garantisce non moriranno mai&#8230;e chi, domando, chi non sente la necessit\u00e0 di averne una, almeno una, in casa, in terrazza, sul balcone? Acquistarla \u00e8 una sfida. Anche oggi e a nostre spese tutti abbiamo imparato \u00a0che la natura \u00e8 intrisa di religione, infatti ci poniamo di fronte ad un vaso di fiori appena acquistato con aria di attesa e di supplica, con la consapevolezza della nostra scarsa capacit\u00e0 seduttiva e persuasiva nei suoi confronti, della nostra impotenza. Scegliamo per la pianta il posto giusto secondo le istruzioni sul vasetto. Quanta acqua vorr\u00e0? Avr\u00e0 troppo sole o troppa ombra, o troppo caldo? E se una foglia d\u00e0 segni di non stare bene proviamo a prendercene cura&#8230; si dice che le piante siano sensibili alla musica&#8230;non \u00e8 vero ma ci provo!<br \/>\nSe i nostri sforzi sono premiati siamo orgogliosi del nostro pollice verde, altrimenti si ha una grande delusione, si prova un senso di sconfitta! Ma basta una piantina sul davanzale per colmare il nostro bisogno di natura? \u00a0Vivere in citt\u00e0, in un centro storico non deve significare, ma purtroppo spesso significa, vivere separati dalla natura, vedere la natura come un mito lontano.<br \/>\nChi vive in centro pensa di vivere nel &#8220;cuore&#8221; della citt\u00e0, e in quanto tale, pi\u00f9 pulsante, il motore, il centro della vita. Oggi le citt\u00e0 si assomigliano tutte. Chi sceglie di vivere &#8221; in centro&#8221; di solito lo fa perch\u00e9 pensa di poter avere tutto a disposizione: teatro, cinema, luoghi di intrattenimento, bar, ristoranti, i negozi pi\u00f9 eleganti, una volta anche i servizi: ospedale, comune, poste, botteghe, spazi per il tempo libero sotto casa. In centro ci si aspetta, o forse sarebbe meglio dire ci si aspettava, di trovare la vita, in realt\u00e0, nella logica dei corsi e ricorsi storici, molte funzioni importanti che appartenevano in passato al centro della citt\u00e0 oggi si sono spostate, sono state o si sono, decentrate. Tra le funzioni &#8220;delegate&#8221; all&#8217;esterno ci sono gli spazi verdi. Ma di quale \u201cesterno\u201d si parla? Certamente, soprattutto in Toscana, \u00e8 difficile trovare spazi per grandi parchi all&#8217;interno delle citt\u00e0, ma certamente se ogni spazio viene costruito di verde non ne rimane affatto. Nei centri storici, nelle citt\u00e0, vivono popolazioni costituite da persone di tutte le et\u00e0 ciascuna con dei bisogni, tutte con la necessit\u00e0 atavica di contatto con la natura, una necessit\u00e0 a cui si pu\u00f2 rispondere in una pletora di maniere, ma certamente tutte contenenti elementi naturali. Pu\u00f2 sembrare un tema banale, che tuttavia, non appare concretamente risolto: nelle citt\u00e0, nei centri storici in particolare, ogni spazio che si libera o che viene riqualificato, viene occupato da funzioni &#8220;non libere&#8221;, nel senso che sia le grandi che le piccole operazioni urbanistiche ed edilizie spesso non danno luogo a spazi liberi, pubblici, fruibili. In realt\u00e0 nei centri storici abitano popolazioni costituite da famiglie, bambini, anziani, disabili. Dov&#8217;\u00e8 la citt\u00e0 a dimensione umana? Non siamo una umanit\u00e0 associata dall\u2019essere una civilt\u00e0, unita da un etos e da nomoi che tutelano gli interessi di ciascuno e quindi di tutti. Rileggiamo le grande operazione di rinverdimento di Parigi voluta ed iniziata da Napoleone, tramite l&#8217;opera di Haussamann, di Alphand, Deschamps, con la programmazione di una gerarchica rete di spazi verdi: grandi parchi, alberature stradali, giardini di quartiere, piccoli spazi verdi. Riguardiamo i parchi americani di Olmsted, rivolti alle esigenze di tutti, fruibili liberamente da tutti. E ricordiamo che \u201cMall\u201d in origine significava viale ed oggi \u00e8 sinonimo di centro commerciale!<br \/>\nLa vera riqualificazione dei centri consiste nel restituirli alla popolazione. Ogni citt\u00e0 dovrebbe avere un grande progetto di piccoli spazi diffusi, con varie funzioni, una rete che risponda alle esigenze di una popolazione che deve sentirsi accolta; si tratta di pensare ad aree anche microscopiche con qualche albero, e perch\u00e9 no, anche solo con grandi vasi (migliaia di anni fa sono stati realizzati giardini nel deserto ed oggi non siamo capaci di farli in citt\u00e0?). Bisogna liberare i vuoti dal riempimento, dall\u2019intasamento edificatorio, da progetti di aree verde troppo strutturate, troppo costruite; \u00a0sono sufficienti dei giardini semplici progettati con garbo, con amore con grandi prati ed alberi, con vialetti creati dall\u2019uso ed aree di sosta con arredi semplici, disposti in modo da favorire la conversazione, l\u2019associazione, il gioco comune. I centri storici sono pieni di funzioni commerciali che rispondono ai bisogni di pochi. La risposta al bisogno di natura viene sempre pi\u00f9 delegata all\u2019esterno della citt\u00e0: ai parchi con visite guidate e non, alla campagna (agriturismo), all\u2019escursionismo, addirittura a trasmissioni televisive che ci permettono di vedere dalla poltrona di casa nostra le meraviglie del mondo. Non si pu\u00f2 rispondere al bisogno di natura con una passeggiata ogni tanto o una vacanza nel fine settimana. Non possiamo respirare ogni tanto, ma desideriamo vivere tutti i giorni, ogni giorno della nostra vita, umanamente, in rapporto ed in relazione con la natura: a volte amica, a volte, nemica, a volte domata e dominata, a volte dominante, ma di cui abbiamo capito ed abbiamo chiaro di non poter fare a meno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Georgofili info del 07 dicembre 2016 Verde e giardini nelle citt\u00e0 di Elisabetta Norci La necessit\u00e0 di maggiori spazi verdi e giardini nelle citt\u00e0 e nei centri storici \u00e8 argomento di dibattito culturale ormai da molti anni, con una consapevolezza e sensibilit\u00e0 crescenti rispetto alla necessit\u00e0 di rapporto con la natura, di un rapporto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":324,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"categories":[2,3],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/323"}],"collection":[{"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=323"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/323\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":329,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/323\/revisions\/329"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/324"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=323"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=323"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=323"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}