{"id":319,"date":"2016-09-20T07:46:35","date_gmt":"2016-09-20T07:46:35","guid":{"rendered":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/?p=319"},"modified":"2016-09-20T07:46:35","modified_gmt":"2016-09-20T07:46:35","slug":"le-piante-in-citta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/le-piante-in-citta\/","title":{"rendered":"Le piante in citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Da Georgofili Info<\/p>\n<p><strong>Le piante in citt\u00e0<\/strong><br \/>\n<em>di Miro Mati<\/em><\/p>\n<p>Selezionare e piantare alberi avvenenti e utili nelle zone antropizzate \u00e8 materia ingegnosa, un astratto aristocratico ma non un lusso. Nemmeno sia l\u2019Eldorado per appalti orientati al solo profitto; tanto pi\u00f9 che col semplice gesto di sollevare una pietra e smuovere la terra, con modalit\u00e0 poco invasive, si pu\u00f2 piantare l\u2019albero che serve senza sottostare alle lunghe attese delle ristrutturazioni urbane.<br \/>\nLe piante, nelle dimensioni giuste per impianti tecnologici, gravano poco sull\u2019economia della Pubblica Amministrazione e i cittadini devono avvalersi del fresco e del decoro senza attese interminabili. Se poi capita davvero che si proceda alla ristrutturazione globale, le immissioni, anche poco recenti, possono essere ricuperate per altre utili destinazioni.<br \/>\nGli alberi destinati a una lunga carriera, naturalmente, devono disporre di una fertilit\u00e0 \u201cinesauribile\u201d. Ma gli altri, opportuni alla dignit\u00e0 estetica e ad una appagante vivibilit\u00e0, si pianteranno dove occorre, come meglio si pu\u00f2, consapevoli che la permanenza potr\u00e0 essere temporanea.<br \/>\nI giardinieri comunali, a mio avviso, sono i pi\u00f9 abilitati a sostenere l\u2019efficienza delle piante della citt\u00e0. Sono loro che possono provvedere alle sostituzioni, con prontezza e sufficiente autonomia, senza attendere le tante esitazioni e i preamboli burocratici che rallentano le rispondenze ambientali della citt\u00e0. Ma non dovrebbero essere distratti dagli impegni del giardinaggio effimero. L\u2019arredo floreale dovrebbe essere riservato a stilisti della decorazione, abili e fantasiosi nelle creazioni di scene in colori e profumi come altri sono negli addobbi e nelle luminarie delle feste. Il budget pi\u00f9 o meno consistente, per effetti pi\u00f9 o meno importanti a rallegrare l\u2019ambiente in semplici, gentili, composizioni o mirabili \u201ccoordinati in Sanderson\u201d. Nel caso vengano commesse impropriet\u00e0 non restano danni alla struttura paesaggistica della citt\u00e0.<br \/>\nPenso che nemmeno ci dobbiamo sprecare a impreziosire le circolatorie che non possiamo ammirare. Le rotonde devono offrire atmosfere da percepire, che invitano a rallentare. Ma niente deve distrarre il conducente in quei momenti impegnativi.<br \/>\nI giardinieri comunali, addetti al coordinamento o operativi, personalmente, li vedo Pubblici Ufficiali. Custodi del patrimonio arboreo della citt\u00e0. Capaci di accudire con rigore la loro esistenza e accertare la buona qualit\u00e0 dei nuovi inserimenti. Piantare piante sbagliate significa sprecare lavoro, ingannare le attese, dover rifare tutto da capo, proprio quando si pu\u00f2 essere appagati dal risultato.<br \/>\nSono sempre i giardinieri a verificare la validit\u00e0 delle applicazioni tecniche all\u2019impianto, secondo le necessit\u00e0 e in base alle dotazioni del suolo. A curare le ferite e le abrasioni, che possono dare accesso alle infezioni che innescano la carie, con la stessa premura che meritano i denti della masticazione e del sorriso. Certo giardinieri, pubblici ufficiali, in divisa da sceriffo, sarebbe un paradosso. Ma un distintivo sulla salopette potrebbe giovare al loro impegno e aumentare il rispetto per il Verde Pubblico.<br \/>\nL\u2019ufficio tecnico formuler\u00e0 i piani strategici, rapportandosi con le istituzioni comunali. La Soprintendenza, accreditata nella conoscenza dei valori storici e paesaggistici, dar\u00e0 pareri attendibili e partecipi. Ma i garanti del Verde Pubblico saranno sempre i giardinieri. Solo loro, per l\u2019appassionata frequentazione, possono conoscere, una ad una, le piante della loro citt\u00e0.<br \/>\nGli architetti, ufficialmente abilitati alla progettazione del Verde Urbano, sono molto interessati alle piante, per tanti apporti che aggiungono alle urbanizzazioni, ma tanti di loro non le conoscono, le considerano oggetti. Le usano per immagini, ideali negli effetti dei rendering, e per aggiungere l\u2019attrazione estetico naturalistica che serve. Sulla carta si \u201cvendono\u201d meglio gli immobili disegnati arredati di piante e di giardini. Addirittura sono gli architetti a coniare il verbo \u201cpiantumare\u201d, brutto termine, forse per distinguere una progettazione intellettuale dalla confessione agraria, per loro insufficiente al prestigio del momento.<br \/>\nIl senso della vita delle piante deve essere avvertito, perch\u00e9 possano aggiustarsi e evolversi nello spazio, offerto da noi alla loro esistenza, fino a strutturare l\u2019arredo della citt\u00e0, il paesaggio, e passare alla storia. Per questo vanno semplificate le burocrazie, valutati i termini di \u201cpotenziale vegetale in stazione ambientale\u201d per le piante destinate alla carriera. Facilitati i rapporti concreti con loro. Per la scelta e la collocazione delle piante nelle citt\u00e0, nelle nuove urbanizzazioni e nei giardini vanno evitate modalit\u00e0 improprie come gli appalti. Come sono congegnati da noi, gli appalti non possono che serbare deludenti sorprese. Non sta a me suggerirlo, ma ci sono ben altre modalit\u00e0 che consentono migliori risultati, spese pi\u00f9 contenute e maggiore soddisfazione alle attese degli utenti del verde pubblico. Nella professionalit\u00e0, oltre alla qualit\u00e0 del materiale vegetale, entrano in ballo maestrie, cultura botanica, conoscenze ambientali, geologiche, agrotecniche, idrauliche e chimiche; etologia vegetale e mestiere del personale. Insomma una conoscenza naturalistica inconcepibile nel concetto degli appalti vigenti da noi, in fondo gare e competizioni al ribasso, vantaggiose solo se si potessero analizzare provini, testare resistenze, collaudare le funzionalit\u00e0. Per le opere dove \u00e8 preminente l\u2019esistenza di esseri viventi le valutazioni devono essere di ben altro tipo. Le pubbliche amministrazioni hanno gli strumenti per evitare i micidiali appalti generici. Se proprio ritengono inderogabile il sistema degli appalti, allora si attivino per ottenerne di specifici. Il Verde Pubblico non pu\u00f2 subire le vessazioni che lo degradano e minano nelle basi come sta avvenendo. Le Amministrazioni devono raggiungere gli intenti con sistemi pratici e concreti; avere la certezza della qualit\u00e0 dei prodotti e garanzie reali, \u201cassicurazioni\u201d vere e proprie, per il danno che include il cattivo attecchimento anche di pochi soggetti di un impianto. Cercare che gli importi per le opere arboree rientrino nella trattativa privata. Insomma va trovato il modo di poter beneficiare delle organizzazioni di indiscussa capacit\u00e0 e sensibilit\u00e0 naturalistica.<br \/>\nPer l\u2019impiego nelle zone \u201caggiustate\u201d dall\u2019uomo occorrono piante educate e avviate al compito, predisposte al trasferimento che consente la migliore ripresa vegetativa. Saranno piantate a distanze rapportate al futuro svolgimento vegetativo. Dopo l\u2019impianto, nella sede stabilita, avranno solo bisogno di pochi controlli vegetativi, di potature ordinarie, normalmente eseguite dai giardinieri comunali che, nel periodo che si richiede, dispongono del tempo necessario e possono avviare e seguire le piante nell\u2019impostazione pi\u00f9 confacente alle esigenze estetiche e funzionali. Le potature straordinarie, \u00e8 pi\u00f9 opportuno che vengano eseguite da imprese specializzate, su indicazione dei giardinieri. Tutto va eseguito con le tecnologie pi\u00f9 avanzate e senza inibizioni; nel senso che le piante devono adattarsi alle necessit\u00e0 urbane, solo poco viceversa.<\/p>\n<p>Plants in cities<br \/>\nTo select and plant beautiful and beneficial trees in anthropic areas is an ingenious matter, an aristocratic abstract but not a luxury. Right-sized plants for technological implantations pose little burden on public administrations\u2019 budgets and citizens can take advantage of the fresh air and d\u00e9cor without having to wait a long time. Trees with long-term expectations must naturally have an \u201cendless\u201d fertility. However, all the others, aesthetically suitable and with a satisfying quality of life, will be planted where needed, as well as possible, aware that they may just be temporary. Municipal gardeners are the most qualified in supporting plant efficiency in cities. They are the ones who promptly oversee replacements with a certain degree of autonomy, without awaiting the many hesitations and bureaucratic ado that slow a city\u2019s environmental effects. However, the gardeners should not be diverted from the commitments of short-lived gardening. Flowers should be reserved for decoration designers. Nor should time be wasted embellishing roundabouts that we cannot admire. Roundabouts must be perceived as an invitation to slow down. Nevertheless, nothing must distract the drivers in those demanding moments. I personally consider municipal gardeners, either as coordinators or workers, to be government officials. They are the guardians of the city\u2019s tree heritage, seriously looking after their existence and ascertaining the good quality of new plantations.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Georgofili Info Le piante in citt\u00e0 di Miro Mati Selezionare e piantare alberi avvenenti e utili nelle zone antropizzate \u00e8 materia ingegnosa, un astratto aristocratico ma non un lusso. Nemmeno sia l\u2019Eldorado per appalti orientati al solo profitto; tanto pi\u00f9 che col semplice gesto di sollevare una pietra e smuovere la terra, con modalit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":320,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"categories":[2,3],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/319"}],"collection":[{"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=319"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/319\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":321,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/319\/revisions\/321"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/320"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=319"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=319"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/mariopiersantelli.it\/mp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=319"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}